Il mantello acido protettivo

Per più di 100 anni la funzione del mantello acido protettivo è stata oggetto di discussione. Inizialmente, l’attenzione era concentrata sul meccanismo di protezione indiretta dalla penetrazione di agenti patogeni microbici e diretta dalle noxe alcaline. Tuttavia, i recenti studi biochimici e biomolecolari hanno ampliato le conoscenze sull’importanza del pH (i) per la pelle.

Recenti ricerche hanno infatti dimostrato che il pH (i) acido dello strato corneo gioca un ruolo fondamentale nella formazione e nella struttura dei lipidi epidermici e, con essi, della permeabilità di barriera. Tali studi rivelano che un ambiente acido è importante per:

 

  • l’attivazione degli enzimi responsabili della sintesi di importanti lipidi epidermici
  • la formazione della membrana lipidica a doppio strato
  • la riparazione dello strato corneo dopo un danno meccanico o chimico. 

Un ambiente acido è fondamentale per la sintesi dei lipidi epidermici, che consistono principalmente in ceramidi (40%), acidi grassi liberi (25%) e colesterolo (25%). La sintesi delle ceramidi, dal ruolo particolarmente importante, è catalizzata da un enzima che appartiene al gruppo delle idrolasi acide.

 

  1. Corpi di Odland  
  2. Esocitosi 
  3. Cellule dello strato granuloso 
  4. Membrane lipidica a doppio strato 

Dal film idrolipidico al mantello acido protettivo

 

Un attento esame dei componenti del film idrolipidico rivela perchè questo film protettivo fu chiamato, per la prima volta nel 1928 da Schade e Marchionini,  "mantello acido protettivo".

  • Acido lattico e vari aminoacidi derivanti dal sudore
  • Acidi grassi liberi del sebo
  • Aminoacidi e acido pirrolidincarbossilico provenienti dal processo di cheratinizzazione

 

Il pH (i) fisiologico della pelle sana oscilla mediamente fra 5,4 e 5,9 (in corrispondenza delle ascelle, della regione perianale e dei genitali il pH (i) è approssimativamente di 6,5). Entro questi valori di pH (i), la pelle è popolata dalla normale flora cutanea. I microrganismi patogeni non attaccano.

Un importante meccanismo protettivo: la capacità neutralizzante di base

 

Un aumento del pH (i) nei livelli alcalini – per esempio in seguito all’eccessivo utilizzo di saponi – disturba l’equilibrio fisiologico cutaneo. Se il valore del pH (i) risulta superiore al normale per un lungo periodo di tempo, la funzione di difesa batteriologica della pelle è compromessa, e questo favorisce l’insorgere di infezioni.

 

Per controbilanciare gli effetti delle sostanze alcaline, il mantello acido protettivo usa le cosiddette sostanze "cuscinetto", che hanno la funzione di neutralizzare le componenti alcaline e ripristinare l’ambiente acido riportandolo in equilibrio. Questa capacità è conosciuta come "capacità neutralizzante di base". Le noxe alcaline (dannose) includono sostanze che agiscono come basi (simil-alcaline, con pH (i) superiore a 7) in soluzione acquosa: per esempio, i saponi o le soluzioni di carbonato di sodio, che hanno un pH (i) fino a 11.

Il film idrolipidico è formato da diversi componenti:

 

  • Sudore e sebo
  • Sostanze del processo di cheratinizzazione
  • Corneociti ancora in fase di differenziazione (si squamano ma non si staccano ancora)
  • Acqua che proviene dagli strati più profondi e che ha raggiunto la superficie (acqua transepidermica)

 

Per la presenza di componenti debolmente acidi, la fase acquosa del film idrolipidico forma il mantello acido protettivo, che svolge tre importanti funzioni:

 

  • Sostiene la formazione e la maturazione dei lipidi epidermici, che aiutano a mantenere integra la funzione barriera
  • Protegge indirettamente dalla penetrazione di agenti patogeni microbici
  • Protegge direttamente dalle noxe alcaline ("capacità neutralizzante di base")